lunedì 26 Ottobre 2020
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Musa e i suoi fratelli

Il giovane attaccante del Bologna è diventato un simbolo di riscatto dopo il goal segnato a San Siro. Ma molti altri calciatori prima di lui hanno affrontato terribili migrazioni prima di arrivare al successo

Ricordi i miei sogni, il calcio, Sarajevo

Un racconto di quei giorni di febbraio del 1984, quando a Sarajevo si svolsero le Olimpiadi invernali. Quando la Jugoslavia fu al centro del mondo.

Siamo terra di nessuno e di tutti

In fondo all'Adriatico selvaggio / si apriva un porto alla tua infanzia .Era un piccolo porto, / era una porta...

Calcio e identità: giocare sul confine

Nel pianto collettivo con cui, il 4 maggio del 1980, lo stadio di Poljud a Spalato accolse la notizia della morte del...

La fine della Jugoslavia cominciò allo Stadio Maksimir

“Chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio” ha detto José Mourinho. Mai come in questa storia calcio e politica si fondono, fino ad essere una cosa sola nella Storia. Giovanni Orsenigo per #Olympia ci racconta la Battaglia del Maksimir. L’episodio che diede il via alle Guerre balcaniche.

La fine della Jugoslavia cominciò allo Stadio Maksimir

“Chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio” ha detto José Mourinho. Mai come in questa storia calcio e politica si fondono, fino ad essere una cosa sola nella Storia. Giovanni Orsenigo per #Olympia ci racconta la Battaglia del Maksimir. L’episodio che diede il via alle Guerre balcaniche.

L’imbroglio etnico dei Balcani

Mentre noi facevamo il bagno a Riccione dall'altro lato del mare Adriatico si bombardava senza sosta. Ma se lo chiamiamo "conflitto etnico" sembra lontano e non ci riguarda più.

La morte di Tito e le lacrime del Poljud

Due storiche rivali si abbracciano in un unico pianto: 4 maggio 1980, il giorno in cui Tito morì. Il 4 maggio 1980 era in programma la delicata partita Hajduk-Stella Rossa. L'incontro venne interrotto all'annuncio della morte del Maresciallo Tito, e tutto lo stadio si sciolse all'unisono in un pianto disperato.

Credibilità e politica europea nei Balcani

Dopo il Montenegro nel 2012 e la Serbia nel 2014, il 26 marzo 2020 anche Albania e Repubblica di Macedonia del nord ricevono il via libera ai negoziati di adesione all'UE; si tratta di una decisione storica che, tuttavia, non deve ingannare: il processo di adesione è molto lungo, meticoloso e non necessariamente garantirà il loro ingresso nell’UE. Da un lato, in un momento storico in cui l’Unione è attraversata da crisi multiple, è forte il timore che l'adesione di Stati deboli possa danneggiare l'UE; dunque la previsione di un concreto allargamento europeo verso i Balcani occidentali rimane lontana dalla realtà. D’altro lato, però, continuare a rinviare l'adesione di questi Paesi a un futuro indefinito, non può nemmeno rappresentare la soluzione.

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