La prima domanda è: quanti di voi vogliono vincere la FA Cup.
So già la risposta: tutti volete vincerla.
Il punto successivo è: cosa siete pronti a fare per vincere la FA Cup.

Per vincere la FA Cup, vi serve molto – battere queste squadre non è facile.
Entreranno in campo aggressivi, e di sicuro entreranno in campo per giocare la partita della loro vita; vi prenderanno a calci, vi stenderanno.
Dobbiamo prendere queste partite molto sul serio, oppure siamo fottuti.

Con queste parole, tratte dal documentario firmato Amazon e intitolato All or nothing: Tottenham Hotspur, José Mourinho introduceva ai propri giocatori la minaccia presentata dal Middlesbrough, club di Championship, nel primo match di FA Cup della stagione 2019/20 degli Spurs.

In quell’occasione, per evitare un fisiologico rilassamento dei suoi in una gara solo apparentemente più facile rispetto alle altre mille giocate a cavallo tra Natale e l’inizio dell’anno nuovo, Mou evitò di ricordare la grande tradizione del torneo – come se ce ne fosse bisogno – bensì decise di soffermarsi sul significato dato a quella coppa dagli uomini che scendono in campo, specialmente se con indosso una maglia poco blasonata e privi di uno stipendio settimanale milionario.

A circa un anno esatto da quel momento, chissà quali frasi sceglierà lo Special One per provare a spiegare a Harry Kane e compagni con quale spirito entreranno nel rettangolo verde i calciatori del Marine AFC, probabilmente impegnati fino al venerdì prima in un altro lavoro. La squadra di Crosby, cittadina di 50mila abitanti sulla costa del Merseyside, pronta a ospitare il Tottenham nel terzo turno di FA Cup, milita nella Division One North West della Northern Premier League, ottava serie del calcio inglese, parte di quello che i tifosi britannici chiamano non-league football, equivalente della nostra Seconda Categoria.

Siamo lontanissimi dal professionismo, che inizia soltanto con la League Two (quarta serie), eppure molto, molto vicini alle origini del torneo calcistico più antico al mondo. Prima della fondazione dei club più vincenti d’Inghilterra, prima ancora che nascesse il sogno del double, la FA Cup era stata pensata e istituita nel 1871 come la coppa del mondo dilettantistico, un riflesso del modo di intendere il football all’epoca, ovvero come sfogo da concedere agli operai dopo i turni interminabili in fabbrica. Fino al 1882, anno in cui la Football Association cambiò le regole sui partecipanti alla competizione, non potendo più ignorare la presenza sempre più ingombrante dei club professionistici, questo trofeo aveva quindi assunto un significato opposto a quello a cui siamo abituati oggi, rappresentando un privilegio riservato al calcio amatoriale.

L’invasione di campo delle società sportive nate appositamente per il pallone fu talmente netta e rude che, per salvare almeno parte di quella magia primordiale, lo Sheffield Football Club suggerì di creare la FA Amateur Cup, riservata solo ai dilettanti in modo da non assistere a match già decisi in partenza. Dopo un primo rifiuto da parte della Football Association, la nuova competizione divenne realtà nel 1893 ma non raggiunse mai il secolo di vita, con l’ultima edizione disputata nel 1974.

Da quel momento, ci siamo gradualmente abituati ai pronostici ribaltati da club provenienti dalle serie inferiori che, trovandosi al cospetto delle società di Premier League – un mondo lontanissimo, sotto ogni aspetto -, sono pronti a “giocare la partita della loro vita“, proprio come ricordato da Mourinho.
Dal momento del sorteggio, ormai diverse settimane fa, l’Inghilterra non ha fatto altro che parlare della sfida con il più grande scarto tecnico (almeno a giudicare dalle divisioni di militanza) nella storia della FA Cup. Al Rossett Park di Crosby, i tifosi del Marine AFC non potranno sostenere i propri giocatori dagli spalti, chiusi causa Covid, ma lo faranno con ogni probabilità dalle finestre e dai giardini delle proprie case, in mezzo ai quali sorge l’impianto locale da circa 3000 posti, dei quali solo poche centinaia a sedere.

Le speranze dei padroni di casa saranno aggrappate alle tattiche del tecnico Neil Young, che il giorno dopo salvo festeggiamenti imprevisti si dovrà ripresentare in ferrovia per il turno di lavoro, e all’ispirazione di Niall Cummins, l’insegnante e tifoso dell’Arsenal che, con un suo goal ai supplementari, ha mandato il Marine al terzo turno di FA Cup. Un piccolo passo in più verso quel trofeo che, a prescindere dal divario con gli avversari, darà sempre una speranza ai più piccoli, in accordo con lo spirito con cui è stato creato.