RISIKO

8 MINUTI E 46 SECONDI © Getty / TWITTER
E’ cominciato. Dopo alcuni slittamenti per la selezione della giuria, ha preso il via il processo a Derek Chauvin, l’agente di polizia accusato di aver ucciso l’afroamericano George Floyd, lo scorso 25 maggio. Un ginocchio come arma, per soffocare mentre sia l’uomo che i passanti cercavano invano di far terminare quell’agonia, durata 8 minuti e 46 secondi: il simbolo della lotta razziale negli Stati Uniti. Non è una semplice questione di giustizia, dietro la vicenda di George Floyd c’è di più.

GALILEO

STOP & GO © AFP
L’Agenzia europea dei medicinali ha dato il via libera al vaccino monodose Johnson & Johnson, confermandone sicurezza ed efficacia (del 67%) negli adulti. La Commissione ha autorizzato la distribuzione, assicurandosi 200 milioni di dosi e un’opzione per altre 200, ma l’azienda produttrice Jansen ha fatto sapere che non arriveranno prima di metà aprile. Nel frattempo però, Danimarca, Islanda e Norvegia hanno sospeso in via precauzionale l’utilizzo del vaccino di AstraZeneca, dopo una morte sospetta e problemi di coagulazione e circolazione sanguigna riscontrati in pazienti danesi da poco vaccinati. L’Ema ha escluso tuttavia che tali episodi siano collegati alla somministrazione del vaccino, sottolineando come la trombosi non è tra i suoi possibili effetti avversi.

7 MUSE

ROYAL TROUBLE © TWITTER
In Inghilterra le rivelazioni di Henry, duca del Sussex, e di sua moglie Megan Markle sul razzismo dentro alla famiglia reale stanno facendo scalpore. L’intervistatrice americana Oprah Winfrey ha sottolineato come durante l’intervista Harry abbia sottolineato che dietro alle presunte affermazioni razziste non vi sarebbero né la Regina né il principe Filippo. Ma l’intervista, trasmessa dalla Cbs, è stata seguita da oltre 17 milioni di americani e milioni di inglesi, mettendo in imbarazzo Buckingham Palace che, dopo giorni di silenzio, ha diramato un comunicato: “La questione razzismo preoccupa e verrà affrontata in privato”.

OLYMPIA

GRAVIDANZA SCHIACCIATA © Filippo Rubin / Facebook
La pallavolista Lara Lugli ha reso pubblica la sua vicenda: la società nella quale giocava, il Volley Pordenone, le ha chiesto i danni dopo che ha interrotto la stagione per una gravidanza, per non aver comunicato ad inizio stagione la sua intenzione di avere figli.
Franco Rossato, presidente del club, ha detto: «È una questione economica. Ci siamo opposti per un errore legato alla somma richiesta e perché abbiamo subito danni per i risultati e per gli sponsor. Se vuoi un figlio non firmi contratti».