L’imperante urbanizzazione del mondo pone interrogativi sulla sostenibilità delle nostre città. Questo articolo prova a far luce sulle iniziative di innovazione sociale urbana che hanno reso alcune capitali europee all’avanguardia in campo di inclusione sociale, partecipazione dei cittadini e costruzione di opere pubbliche. Un viaggio in 8 città che hanno messo al centro delle loro amministrazioni locali lo sviluppo di aree urbane sostenibili a livello ambientale ed economico, avvalendosi di strumenti che vanno da Minecraft al crowdfunding.

Il mondo sta diventando sempre più urbanizzato. Dal 2007, più della metà della popolazione mondiale vive nelle città e si prevede che tale quota raggiungerà il 60% entro il 2030. Dati questi numeri, è lecito chiedersi quali siano le prerogative da seguire per creare città sostenibili, a misura d’uomo e dotate di un sistema economico virtuoso.

Il rinnovamento urbano sostenibile è un tema di grande interesse dal momento che le città rappresentano la principale fonte di crescita economica a livello nazionale. Tuttavia, i centri urbani sono spesso teatro di crescenti problemi sociali quali la povertà, la disuguaglianza e l’inquinamento ambientale. Basti pensare che, sebbene tutte le città del mondo occupino solo il 3% della superficie terrestre, esse sono responsabili del 75% delle emissioni di carbonio emesse e del 70% del consumo energetico globale.

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Illustrazione urbana © jemastock

Città dell’innovazione

In risposta a queste criticità, negli ultimi anni diverse amministrazioni locali hanno dato vita a idee e soluzioni a forte impatto sociale. Per questo motivo, sono nati programmi di interesse sociale e riconoscimenti istituzionali, tra cui il premio per la Capitale europea dell’innovazione promosso dalla Commissione UE nell’ambito del programma Horizon 2020. Ad aggiudicarselo per prima è stata Barcellona nel 2014, grazie all’utilizzo di nuove tecnologie per avvicinare la città alle persone e promuovere la crescita economica. Negli anni sono state nominate capitali europee dell’innovazione anche Amsterdam, per aver creato un ecosistema integrato di innovazione sociale digitale, Parigi, per il suo sostegno alle start-up locali e le iniziative di cittadinanza attiva, Atene, come esempio di città che nonostante le difficoltà ha innovato per aiutare la comunità locale e Nantes, grazie alla partecipazione democratica nell’affrontare i problemi sociali. La città belga di Leuven è invece l’attuale capitale europea dell’innovazione 2020. Il premio ha riconosciuto l’approccio collaborativo al miglioramento della vita dei residenti e all’implementazione di nuove soluzioni alle sfide cittadine.

European Capital of Innovation 2020

Da queste esperienze si nota che una tendenza comune nella gestione della social innovation urbana è quella del decentramento democratico, un sistema che prevede lo sviluppo di piani e meccanismi partecipativi per aumentare il coinvolgimento dei cittadini al processo decisionale e dare spazio alla loro creatività. Ne è un esempio Block by Block, una partnership innovativa tra Mojang (società di videogiochi) e UN-Habitat, il Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani, che utilizza il videogioco Minecraft come strumento di partecipazione della comunità alla progettazione urbana nei paesi in via di sviluppo.

I cittadini al centro: Malmö e Rotterdam

E proprio l’empowerment, la presa di coscienza da parte dei cittadini, è alla base di alcune tra le esperienze più significative in ambito urbano che si sono sviluppate a livello europeo, in Svezia e nei Paesi Bassi. Tre diversi esempi di innovazione urbana possono essere identificati solamente nel panorama cittadino di Malmö. Queste innovazioni includono: un programma collaborativo di risanamento di quartieri in declino, attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro per giovani disoccupati; un incubatore aziendale per l’istruzione e la motivazione delle persone ,verso una propria attività imprenditoriale; e un progetto di occupazione e integrazione per offrire occupazione e formazione alle donne escluse dal mercato del lavoro. Guardando all’Olanda, a Rotterdam sono stati sperimentati strumenti di innovazione sociale che promuovono la collaborazione per la realizzazione di opere pubbliche a costi sostenibili. Il ponte pedonale Luchtsingel è infatti il primo caso di infrastruttura pubblica finanziata attraverso il crowdfunding. L’iniziativa, promossa dallo studio di architettura ZUS, è nata nel 2012 dalla necessità di congiungere tre distretti urbani in precedenza disgregati. Grazie a una raccolta fondi, i cittadini hanno potuto contribuire all’acquisto delle 17.000 tavole di legno necessarie per la costruzione del ponte, lungo complessivamente 400 metri. Le donazioni di qualsiasi importo, da €25 per una tavola a €1.250 per una sezione dell’intero ponte, hanno dato la possibilità ai benefattori di inscrivere il proprio nome nelle tavole da loro finanziate, riconoscendo concretamente il contributo dato dai cittadini alla realizzazione del ponte. Con l’aumento dell’accessibilità per i pedoni, il ponte ha innescato una forte crescita economica in tutta la città, e in ragione di ciò, al piano Luchtsingel sono stati riconosciuti numerosi premi internazionali come esperienza di successo nel contesto urbano a livello mondiale. 

Ponte pedonale Luchtsingel di Rotterdam

Questo dimostra che, con l’ausilio di amministrazioni pubbliche intraprendenti, è possibile attuare eccellenti strategie pubbliche e private per affrontare i problemi comuni dell’inclusione sociale e della sostenibilità ambientale ed economica. Sarà fondamentale che anche altre città europee tengano il passo con queste iniziative, al fine di riqualificare il proprio territorio e di raggiungere gli obiettivi indicati dall’UE e dalle Nazioni Unite in campo sociale e ambientale entro il 2030.


Bibliografia

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